9 marzo 2008

Sci Fi anni venti in 7 film: 1. Paris qui dort (René Clair, 1923)

Une soir. Paris s’endormit… …et. le matin suivant…
Un’immagine della Senna vista dall’alto come incipit, quindi la didascalia come voce off, semplice eppure di una espressività senza pari, introduce la narrazione attraverso le immagini, solo attraverso le immagini. Una veduta dall’alto di Parigi la sera prima di addormentarsi. Et le matin suivant… inquadratura in campo medio del giovane che dorme su un letto appoggiato ad una parete. Quindi il suo risveglio in campo lungo che mostra una stanza misera, con un piccolo tavolo e uno sgabello sulla sinistra e nessun altro mobile. Ci viene presentato il personaggio: …le gardien de nuit de la Tour Eiffel… Un custode che inizia la sua normalissima giornata, si accende una sigaretta, getta il fiammifero e nel sintagma una carrellata verticale che, inquadrando il "Champ de Mars", scende fino a mostrarci il guardiano affacciato alla balaustra. Perché “dans la ville rien ne bouge”? E perché nessun parigino o turista sale sulla torre? A René Clair sono bastati due minuti per introdurre il mistero, per porsi delle domande, per incuriosirci. Qualcosa di grave deve essere accaduto. Il tempo che scorre mostrato attraverso le lancette di un orologio, che corrono velocemente, crea preoccupazione nel guardiano ma anche nello spettatore: preoccupazione, ansia, curiosità di sapere. L’immagine prende subito il sopravvento per condurre lo sguardo attraverso un interessante viaggio, attraverso una Parigi all’inizio degli anni venti, mostrandoci i problemi quotidiani, anche divertendoci. Uno sguardo sulla vita che somiglia incredibilmente a quella di oggi (aspiranti suicidi, ladri simpatici, borghesi pieni di soldi, persone che frugano nella spazzatura, scienziati pazzi, la noia, la lotta per il danaro e per il sesso, e due donne bellissime). C’è pure una notevole scena animata che sintetizza la causa e gli effetti, mostrandoci una Tour Eiffel stilizzata a sinistra, un aereo in volo a destra e, nel centro, la casa da dove è partito il raggio responsabile del sonno planetario. La parte alta della torre e l’aereo, trovandosi al disopra dello “spruzzo anestetizzante”, hanno protetto le persone dall’improvviso letargo. Il laboratorio del Prof Ixe (palesemente una quinta disegnata) sembra un’immagine futurista: una leva collegata a una sorta di scatolone con tre lampadine sopra decide se addormentare o risvegliare il mondo. “C’est d’ici qu’est parti le rayon lourd …” riporta la didascalia che sintetizza il racconto della nipote di Ixe. Un grande film che gioca sul flusso vitale della città, sul contrasto tra le strade deserte dell’incipit, dove i personaggi addormentati sono rari, e le immagini dell’epilogo in cui l’immobilità viene “ricostruita” attraverso vari frame-stop. La città svuotata dal proprio contenuto, deserta (immagine di tanti film di fantascienza degli anni a venire) non è naturale, non è più recepibile come profilmico adatto a rappresentare la realtà, la stessa che invece viene regolarmente messa in evidenza attraverso il traffico dei boulevard di una città appena risvegliatasi dal lungo sonno. Il film rappresenta il fantastico proprio attraverso il vuoto, l’assenza (assenza delle figure umane) o la rarefazione. Questa rarefazione che lascia immobili anche gli edifici, strutture inutili e abbandonate a se stesse, colte nell’attimo prima di un evento inatteso. Una guerra appena terminata o un futuro ancora più incerto? Paris qui dort è il film d’esordio del regista che poi girerà capolavori come "Sotto i tetti di Parigi" (1930), "Il milione" (1931), "A me la libertà" (1931), "Per le vie di Parigi" (1932), "Ho sposato una strega" (1942), "Accadde domani"(1943), "Dieci piccoli indiani" (1945), "Il silenzio è d’oro" (1946). Mi fermo qui altrimenti citerei l’intera filmografia. In realtà il film venne proiettato in sala circa un anno dal termine delle riprese dopo che era già uscito il suo Entr’acte (1924). Paris qui dort è una pietra miliare della fantascienza anni venti.

19 commenti:

chimy ha detto...

Bellissima quest'idea sul fare una serie sui film di genere Sci-Fi anni '20. Questo purtroppo mi manca...

Un saluto

Luciano ha detto...

@Chimy. Era da molto tempo che volevo fare qualcosa di simile e adesso che purtroppo non riesco a vedere film al cinema (per vari motivi), in questo forzato intermezzo ho pensato di realizzare il progetto. Grazie per il passaggio. A presto.

claudio ha detto...

bel post! però questo manca anche a me ...

Luciano ha detto...

@Claudio. Ti ringrazio. Secondo me è un film gradevole da vedere e interessante se non altro per le immagini che ci mostrano una bellissima Parigi degli anni venti.

Martin ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Martin ha detto...

Fantascienza e cinema muto, i miei generi preferiti, mi ricordano tanto il buon vecchio Metropolis.

Anonimo ha detto...

Interessantissima l'iniziativa, ovviamente ti seguirò assiduamente. Dieci piccoli indiani mi fa incredibilmente gola, dato che credo sia uno dei miei libri preferiti
Ale55andra

Lilith ha detto...

Recensione molto poetica. :) Good!

E poi... pensa che coincidenza proprio oggi Ale e Chiara dedicano la puntata di al Posto delle fragole alla sci-fi!!! ;)

Watkin ha detto...

Cavolo, che bello! Devo assolutamente trovarlo

Luciano ha detto...

@Martin. Ah, certo. Metropolis è il n° 1 che rientra nei sette post, naturalmente. Si può dire senza timore di essere ementiti che Metropolis è un capolavoro.

@Ale55andra. Dieci piccoli indiani di Clair è un grande film degli anni '40. Una retrospettiva con recensioni su alcuni suoi film, sarebbe per me interessante. Potrebbe essere un'idea per prossime recensioni. Sapere che mi seguirai è per me un grande piacere^^

Luciano ha detto...

@Lilith. Bene. Ti ringrazio. Vado subito "al Posto delle fragole" a leggermi il post^^

@Watkin.Il film si trova facilmente (si trova anche su you-tube diviso in più segmenti). Grazie per il passaggio. Appena possibile verrò a visitare il tuo blog.

Christian ha detto...

Da tempo vorrei vedere questo film... di Clair quelle due-tre cose che ho visto finora mi sono piaciute (persino il documentario sulla Torre Eiffel!).
Sono curioso di sapere quali saranno gli altri sei film di fantascienza anni '20 che avrai scelto. Immagino "Aelita" e "Una donna sulla luna" (oltre a "Metropolis"), ma gli altri???

Ciao!

Luciano ha detto...

Hai praticamente elencato quasi tutti i film che ho scelto. In effetti il materiale scarseggia e diversi film interessanti, come ad esempio L'ultimo uomo sulla terra di Blyston (1924) o The Young Diana di Albert Capellani (1922) oppure il curioso Radio-Mania di William Neill (1923),non li recensirò perché li ho visti una sola volta molto tempo fa e i miei ricordi non sono più nitidi. Il quinto da mettere in lista (oltre quelli da te citati) è L'Inhumaine (1923) di Marcel L'Herbier. Per quanto riguarda gli altri due sono ancora indeciso. Ti consiglio di recuperare il cortometraggio di René Clair: è molto bello.

Ciao Christian!

honeyboy ha detto...

grande luciano!
mi tocca prendere appunti, lo sci fi anni venti è un terreno a me quasi del tutto ignoto, mi sarà utilissima questa rubrichetta!
detto questo, paris qui dort lo devo recuperare!

Luciano ha detto...

@Grazie Honeyboy. Purtroppo sulla Sci Fi anni 20 a giro c'è ben poco e io non trovo due VHS con alcuni film USA anni 20 :( Il prossimo film che posterò a breve lo hai già recensito e che recensione! (L'ho riletto poco fa). Sono sicuro che il breve Paris qui dort ti piacerà.

Roberto Fusco Junior ha detto...

Splendida iniziativa, e splendido post.

Luciano ha detto...

@Roberto. Ti ringrazio. Sei sempre molto gentile. Ne ho in mente altre, sperando di non annoiare troppo. ;)

Pickpocket83 ha detto...

Caspita...questo mi manca. Di Clair apprezzai tantissimo "Entr'acte" che vidi tempo fa. Cercherò in qualche modo di recuperare anche questo esempio di fantascienza "sperimentale" (come mi pare di capire). Mi hai terribilmente incuriosito!

Luciano ha detto...

@Pickpocket. Sì, è un film interessante per me molto affascinante. Bellissime le immagini di una radiosa e già caotica) Parigi degli venti.