14 febbraio 2008

Smoking/No smoking (Alain Resnais, 1993)

La narrazione lineare, anche se con flash-back , proiettata verso la conclusione, la seconda soglia posta alla fine della pellicola, con la sua grammatica ormai riconosciuta da un secolo, elaborata, codificata, dicevo la narrazione lineare arriva sempre implacabile anche quando credevi di averla annullata, abolita, nascosta. Il metodo classico di raccontare nel cinema spesso rientra dalla finestra. Impossibile stabilire confini, formare sistemi, metodi di informazione differenti. Quando vedo un film per prima cosa parlo dei personaggi come se l’hobby principale fosse una sorta di gossip continuato, irreversibile. Nonostante personalmente non ami le storie ma le loro formazioni, ammetto che non è possibile liberarsi del racconto classico e quindi del montaggio classico perché il cinema ha iniziato il suo secondo secolo di vita, ma le letterature sono vecchie di oltre duemila anni e in fondo le storie d’amore e di morte oggi sono le stesse di duemila anni fa. Cento anni influenzati da due millenni si possono cambiare in poco tempo? E’ lo stesso meccanismo che ci fa rendere narrativi i sogni rammentati quando ci alziamo dal letto. I sogni per me non sono narrativi ma lo diventano immediatamente nel “ricordo” della veglia. Impossibile cimentarsi contro tutto questo. Ma è possibile utilizzare tutto questo a modo nostro. È ciò che fanno da sempre i grandi registi, gli artisti, coloro che cercano nella storia la parte superflua del senso e cercano disperatamente di renderla reflua. Smoking e No smoking, i due film gemelli di Resnais, offrono proprio una di queste possibilità. Adattamento di un’opera teatrale di Alan Ayckbourn, il commediografo inglese famoso negli anni ottanta, Smoking (come No smoking) è un film che presenta una narrazione ad incastri, o meglio, dai diversi percorsi, offrendo in pratica infinite possibilità narrative. Ogni percorso narrativo separato dal magnifico “ou bien” (se invece) porta a risultati diversi, proprio come un’equazione di secondo grado con i due valori differenti dell’incognita. Ma qui l’equazione è di alto grado. Il film è un perfetto modello matematico dove dominano simmetrie e “regole”, giochi ad incastro e percorsi che sono alternativi ad altri percorsi già scandagliati nell’intreccio. Ad esempio nel film il numero cinque ha una sua importanza temporale (5 giorni, 5 settimane, 5 anni) quasi a sottolineare che conta più il numero astratto dal contesto che il tempo reale o immaginato. Perché in effetti è il tempo che riparte differente ogni volta. Il tempo non torna indietro (e neppure la pellicola altrimenti rivedremmo lo stesso film) ma può benissimo occupare l’immagine. Girato in uno Yorkshire egregiamente ricostruito in studio e recitato da due soli attori (Sabine Azema per i ruoli femminili, Pierre Arditi per quelli maschili) Smoking-No smoking è in pratica un film dal classico impianto teatrale (volutamente mostrato da Resnais) ed è la dimostrazione che si può fare cinema anche in un teatro di posa e con due soli attori capaci di interpretare nove personaggi diversi. Il semplice gesto di accendersi una sigaretta in giardino (oppure di non accendersi una sigaretta) può essere la causa di conseguenze inimmaginabili. Ogni gesto, ogni decisione, porta lo sguardo attraverso i differenti percorsi fino all’epilogo di storie apparentemente identiche ma dai risultati a volte completamente opposti. Questo surplus di narrazione viene compensato, oltre che da un cast ridotto al minimo, da una scenografia volutamente finta. Questi due aspetti apparentemente banali (ma vi sono altri aspetti interessanti che per scarsità di spazio non posso analizzare) sono in realtà il tentativo, in parte riuscito, di rompere la narrazione usando la narrazione stessa, obbligando la mente a rimanere “attaccata” ai dialoghi dei personaggi e “appesa” alla scenografia “interna”. Senza questi voli narrativi (perché mentre vedo una sequenza classica cerco di immaginarmi l’esito della sequenza stessa) la mente non riesce a decostruire gli esiti lasciando un vuoto narrativo, una sorta di lacuna incolmabile. In questo spazio aperto, dove narrativamente gli epiloghi si moltiplicano e si forma una cartografia del possibile (1), lo sguardo del narratario (2) si arena nelle possibilità del testo scoprendosi sguardo debole e frammentato, immerso in un contesto intollerabile. Tutto questo viene raggiunto con “storie” semplicissime, divertenti (il film siamese è una commedia), trasparenti. La linearità dell’immagine-movimento viene forzata e distorta da un eccesso di narrazione portandoci nel regno dell’immagine-tempo, luogo ove non ci si muove lungo una linea retta, ma si deve saltare con un piede solo cercando di occupare la casella giusta, e poi altre caselle ancora, per arrivare infine in una casa madre. Ma non si tratterà di un vero arrivo bensì di una nuova partenza al fine di mostrare l’intollerabile eccesso della storia, la sua assurda capacità di generare consenso, la sua vera essenza che è anche l’intimo della sua materia grezza.

(1)Vincent Amiel, Estetica del Montaggio, Lindau2006
(2)In narratologia il narratorio è il lettore implicito a cui si rivolge l’Autore.

27 commenti:

chimy ha detto...

Un regista che amo alla follia. Questo (doppio) film purtroppo mi manca... devo recuperarlo.
Avevo trovato splendido il suo ultimo film, "Cuori", l'avevi visto?


Un saluto

Luciano ha detto...

@Chimy. Resnais è un grande regista. Difficile che sbagli un film. Cuori è sotto certi aspetti uno Smoking più raffinato (ma non saprei dirti quale preferisco dei due). Ciao.

P.S. Non mi era ancora capitato di ricevere un commento così istantaneo. Grazie.

Noodles ha detto...

Visto la prima volta anni fa grazie a ghezzi. Geniale davvero. E dire che in genere io non amo le storie "lambiccate", basate soprattutto sulla loro costruzione. O meglio mi piacciono se non sono solo una fredda esecuzione che vuole "colpirti" per forza (solo) con la propria struttura.

Mario Scafidi ha detto...

ricordo che si parlò di questo film quando fu presentato, se non sabglio, a berlino. non ricordavo, invece, che fossero solo due gli interpreti della pellicola. di resnais ho visto di recente "cuori", e mi ha colpito piacevolmente.

Luciano ha detto...

@Noodles. Infatti questo(i) film, pur essendo secondo me molto complesso e possedendo una robusta struttura, si mostra per la sua "semplicità" e naturalezza. Godibile e gradevole. Ma qui siamo davanti a Resnais, uno dei miei registi preferiti.

@Mario. Cuori è un bellissimo film, forse (ma dovrei rivederlo per giudicare meglio) migliore dei due Smoking.

Christian ha detto...

Anch'io li ho visti grazie a Ghezzi (quella volta che li trasmise in ordine invertito, prima "No smoking" e poi "Smoking"). Davvero carini, e splendidi i due protagonisti!

Luciano ha detto...

@Christian. Sì, ricordo di avere visto la trasmissione. In effetti i due protagonisti sono stati bravissimi.

AmosGitai ha detto...

E basta!!!
Con le tue recensioni ci metti a figura di me$£a!!!
I miei soliti sinceri complimenti... anche se tu parti avvantaggiato grazie ai tuoi studi ed alle tue fonti!!!
Grande!

claudio ha detto...

resnais è una mia grande passione!
quanto ho amato i soui film... Coers l'ho visto 3 volte...
Parole parole parole (titolo italiano ignobile di On connait la chanson...) almeno 4 o 5...

Luciano ha detto...

@Grazie Amosgitai, troppo gentile. I miei studi e le mie fonti non contano, credimi. Conta invece la passione e l'emozione che provo quando vedo un film, lo stesso come succede a te e a tanti altri cinefili. Anzi spesso mi rammarico di non possedere tanto amore per il cinema quanto ne possiedi tu e molti altri cinefili che frequento ;)

@Claudio. Mi fa piacere che ti piacciano i film di Resnais. Sono favolosi.

Anonimo ha detto...

Quando vengo qui mi rendo conto della mia estrema ignoranza...
Ale55andra

Luciano ha detto...

@Ale55andra. Nessuna ignoranza. Solo modi e metodi diversi di recensire film. Fortunatamente ognuno esprime il proprio amore per il cinema differentemente da tutti gli altri.

Roberto Fusco Junior ha detto...

Non mi è più capitato di vedere i due film da quando uscirono al cine.
Spero che la mia dvdteca di fiducia li abbia, ammesso che sia uscito in DVD...
Tanto di cappello per l'analisi.

t3nshi ha detto...

Recensione molto interessante, mi hai incuriosito e per questo ringrazio!
Mi piace l'idea dei due attori e di una storia che si sviluppa su un'alternativa (la sigaretta) che porterà a diversi intrecci narrativi. Poi mi sembra di capire che la struttura così particolare del film sia funzionale al racconto e non uno sterile esercizio di stile.

Adesso è il momento della confessione: non conosco Alain Resnais! Se volessi recuperare qualcosa mi consigli di partire da questo film o ci sono altre pellicole che consiglieresti?
Un saluto!
Lorenzo

Anonimo ha detto...

No Luciano, intendevo proprio ignoranza di certi film o registi ^^
Ale55andra

Anonimo ha detto...

mh, mi manca, dovrò cercare di recuperarlo, ottima segnalazione...
Buon fine settimana
simone

p.s. mi raccomando, recuperalo, mirror mask :)

Anonimo ha detto...

mh, mi manca, dovrò cercare di recuperarlo, ottima segnalazione...
Buon fine settimana
simone

p.s. mi raccomando, recuperalo, mirror mask :)

Luciano ha detto...

@Grazie Roberto. Possiedo il film registrati su VHS (grazie a Ghezzi). Non so se sono usciti i DVD (magari).

@Lorenzo. Con Resnais bisogna iniziare dai suoi due film più famosi: "Hiroshima mon amour" (1959)e "L'anno scorso a Marienbad" (1961) anche se sono due film (soprattutto il secondo)ostici. Chissà... forse potresti iniziare proprio da Smoking per poi passare ai due che ho citato sopra. Bellissimo anche "Mon oncle d'Amerique" (1980) e Notte e nebbia (1955). Resnais ha girato moltissimi film e tutti di buona qualità.

Luciano ha detto...

@Ale55andra. Ah, in questo senso. Allora sapessi quanto sono ignorante io!

@Grazie Simone. Buon fine settimana. Ho inserito il film nella mia lista dei film da vedere.

Roberto Fusco Junior ha detto...

Hiroshima mon amour è un gran bel film

Luciano ha detto...

@Roberto. Non vi sono dubbi. Per me una bella poesia d'amore. Film da vedere e rivedere.

Anonimo ha detto...

Grazie per aver ricordato un Resnais "d'annata"!- Conte Nebbia

Luciano ha detto...

Grazie a te Conte che m'infondi la tua cultura con i tuoi splendidi post.

Mario Scafidi ha detto...

luciano, mi piacerebbe leggere una tua dissertazione (recensione è poco) su "lo scafandro e la farfalla". ti consiglio di vederlo.

Luciano ha detto...

@Mario. Con questa richiesta mi onori. E' un film che voglio vedere a tutti i costi. Se non arriva dalle mie parti andrò a cercarlo.

Angelo ha detto...

Luciano, potresti farmi una copia del Vhs "Smoking" di Alain Resnais. Sono disperato non riesco a trovarlo.

Grazie

Luciano ha detto...

@Angelo. Benissimo, ma non riesco a entrare nel tuo profilo (blogger non permette di accedere a chi non è loggato con blogspot, credo). Puoi mandarmi il tuo indirizzo e-mail o del tuo blog? Oppure un PVT su splinder?