15 agosto 2007

Nosferatu il vampiro (Friedrich Wilhelm Murnau, 1922)

Nel Nosferatu di Murnau Reale e Fantastico si fondono nell’immaginario. Il film parte da situazioni reali, senza effetti di fantasia, ma è proprio l’incipit realistico che crea ansia, inquietudine. Lo spettatore rimane in attesa dell’evento catastrofico. Pur iniziando da situazioni naturalistiche (i mostri sono reali piante carnivore e polipi trasparenti come fantasmi), il film, attraverso la rappresentazione della realtà, incrina l’ombra del Reale stesso. È sufficiente una semplice increspatura dell’immagine (un’improvvisa luce che cambia l’aspetto delle cose ordinarie, che disturba il naturalismo delle immagini paventando l’improvviso abbrivo di orrore e mostruosità) per portarci nel regno del perturbante. E perturbante è tutto ciò che non è familiare, ciò che ci preoccupa e ci spaventa (Freud). Il perturbante nasce dall’implosione del reale, dall’attraversamento di linee d’ombra che disturbano la sicurezza di un mondo che vorremmo stabile. Perturbante come trasformazione? No, perché non si tratta di un mondo che si trasforma ma dell’intersecazione di due mondi paralleli (mi scuso per l’ossimoro). Il perturbante nasce dal mostro che fuoriesce improvvisamente dal quotidiano. Forse per questo sono d’accordo con Gide che avrebbe voluto un Nosferatu bello. Nel suo diario annota che lui avrebbe raffigurato Nosferatu come un giovane simpatico ed educato. Per Gide il mostro deve avere un aspetto normale, deve essere rassicurante mentre il mostruoso deve stare nascosto nel suo mondo fino al momento opportuno. Nosferatu il vampiro è innanzi tutto un film ellittico che richiede la partecipazione dello spettatore nel riempire queste ellissi, facendo leva sull’immaginario. Questi buchi sono soprattutto spaziali: costruzione dello spazio giocata sull’assenza, sulla profondità delle scenografie realistiche ma riprese da inquadrature aperte (punti di vista bizzarri, soprattutto dall’alto, per riprodurre questa assenza, questo vuoto dove i personaggi sono visti distanti). Siamo nel periodo del cinema espressionista tedesco e Murnau (come anche Laing) porterà questo periodo stilistico della cinematografia alla massima espressione. La capacità di Murnau consiste nel saper creare sequenze inquietanti che trascendono il reale restando attaccate alla realtà. Per fare questo utilizza atmosfere nebbiose infondendo una sensazione partecipativa a un mondo in cui tutto è come impastato, composto da una materia difficilmente penetrabile. Ma queste atmosfere inquietanti del porto di Brema, come del Castello del conte Orlok, sono riprese anche dall’immaginario romantico. Nosferatu è anche un eroe romantico, un eroe tragico che segue fino in fondo il suo destino. Il tema di Eros e Thanatos si sviluppa attraverso l’amore di Nosferatu per Ellen. Il perturbante scaturisce anche dai sentimenti prettamente umani del mostro. Lo sconvolgimento si ottiene dall’inserimento del mondo diabolico nelle pieghe del quotidiano. Il vampiro sa che rimanendo fino al mattino accanto ad Ellen morirà. Ellen sa che il bacio del vampiro le sarà letale. Film metafisico dove Amore e Morte, angelico e diabolico (Ellen e Nosferatu) si fondono insieme per rappresentare anche tutto ciò che non è stato detto e tutto ciò che non è stato visto, facendo leva sull’incommensurabile immaginario dello spettatore.

20 commenti:

Hugo ha detto...

Per me, questo e l'unico filme capace di parlare dell'attrazione entre Ellen e Nosferatu. Gli reazzione suono sempre similare.
Piú importante: qui abbemo la summula entre luce e tinebra (light and shadows). 'E parfetto

Scusati..il mio italino non e buono :(

Luciano ha detto...

Gratidão por tua exacta anotação. Tambén meu portoguês não esta biem.
Bom día.

deliriocinefilo ha detto...

mi manca ancora questo capolavoro. complimenti per il blog. molto professionale.

Luciano ha detto...

Ti ringrazio per i complimenti e per avermi linkato. Anche il tuo blog è professionale ed in più si trovano informazioni utilissime su film recenti o che stanno per uscire nelle sale.

filippo ha detto...

bellissimo...max shreck è stato uno dei vampiri più inquietanti apparsi sul grande schermo...hai visto il rifacimento di Herzog?
è ancora più romantico...

Luciano ha detto...

Verissimo. Il capolavoro di Herzog "Nosferatu il principe della notte" (interpretato da un insuperabile Klaus Kinski) è molto più romantico. Mi ricorda l'impeto e la passione del primo romanticismo tedesco e dello Sturm und Drang.
Grazie per il commento.

honeyboy ha detto...

non ti dispiace vero se commento in un post un po' più "vecchio"? (mi ricordavo che qui ci fosse un post su questo film, ho una memoria di ferro he he)
ho visto il film di murnau proprio ieri (e ne ho scritto oggi)
molto, molto bello quello che scrivi, come sempre

Luciano ha detto...

@Honeyboy. Scusami, a forza di vedere Greenaway sto perdendo il cervello. Non mi ero accorto di questo tuo commento. Ci sono rifinito per caso dopo aver visto il tuo post. Non mi dispiace per niente. Scherzi? Anzi mi fa piacere. Grazie. Adesso arrivo a leggere il tuo post. Hai davvero una memoria di ferro.

Gino ha detto...

Ottimo commento per uno dei capolavori del cinema muto.
Il film mi è piaciuto talmente tanto che l'anno scorso ci ho costruito(in parte)la tesina per l'esame di Stato, anche se ad onor del vero ho sempre preferito il remake ad opera di Herzog per ragioni molto personali.
Murnau è sicuramente un regista eccezionale(dei suoi capolavori mi manca "L'ultima risata")e "Nosferatu" è forse il mio preferito, però il film di Herzog l'ho trovato di un lirismo, di una forza d'astrazione incredibile, un film davvero poetico, ad oggi il mio preferito di Herzog.
La citazione dello Sturm und Drang mi sembra davvero azzeccata.

Luciano ha detto...

@Gino. Grazie, sei molto gentile^^. IL remake di Herzog è un altro imperdibile film di grande qualità. A dimostrazione che non sempre i remake sono film di serie B.

Gino ha detto...

Molto tempo fa scrissi anche sul Nosferatu di Herzog, tanto che mi colpì. Non si tratta di un capolavoro come nel caso del film(one)di Murnau, però l'ho sempre preferito leggermente.
E' uno dei film, diciamo così, "personali", cioè che piacciono al di là del loro valore oggettivo(e cmq credo che quello di Herzog sia effettivamente di grande qualità, pensa che ci sono film di qualità molto minore che mi piacciono moltissimo!).
E' comunque uno dei rarissimi casi di remake, anzi di rifacimento, perfettamente riusciti.
Rifacimento in senso di riadattamento, perché secondo me apporta molte novità al film di Murnau, ma con rispetto e devozione, mostrando l'amore che Herzog nutriva nei confronti di Murnau.

Luciano ha detto...

@Gino. Indubbiamente d'accordo. Il Nusferati di Herzog è un film che rapisce (come mi capitò quando lo vidi per la prima volta).

Gino ha detto...

Un altro film di Herzog che mi ha rapito molto e che definirei ai limiti della cripticità è "Cuore di Vetro".
Per quanto riguarda Murnau devo dire che ho una grave lacuna nei suoi confronti, non avendo ancora visto "L'ultima risata".

Luciano ha detto...

Infatti con Herzog non saprei proprio cosa scegliere. Quasi tutti i suoi film, oltre a Nosferatu, meritano una visione. Da vedere anche i suoi stupendi documentari. Stesso discorso con Murnau: oltre a L'ultima risata, secondo me da vedere tutti i suoi film tra cui Tabù e Faust. In quanto alle tue lacune... sapessi quante ne ho io.

Gino ha detto...

Di Murnau ho visto "Faust"(che non è comunque la mia versione cinematografica preferita, anche se lo reputo un capolavoro), "Tabù", "Nosferatu" e "Aurora", che reputo una delle più alte manifestazioni dell'espressività del cinema muto(paradossalmente, verrebbe da pensare). "L'ultima risata" ce l'ho in lista da un bel po', ma il tempo non mi esce mai.
Herzog secondo me è un maestro del cinema. Io preferisco "Nosferatu" semplicemente perché mi ha catturato come ben pochi altri film, però sono abbastanza convinto che non si tratti del suo lavoro migliore. Poi mi manca tra gli altri proprio quello che per molti è il suo capolavoro: Fitzcarraldo!
Fidati che le mie lacune sono molto più gravi! Ad ogni modo c'è il tempo per provvedere, quindi nessun problema! :)

Luciano ha detto...

@Gino. Comunque noto che hai visto molti film di grandi registi e non è poco. Fitzcarraldo è un film favoloso e in effetti assolutamente da vedere.
(scusa per il ritardo della risposta)

Gino ha detto...

Figurati, devi scusarmi tu se alle volte eccedo con i messaggi!
Non ho visto poi moltissimi film, però cercherò di rimediare entro i limiti del possibile. Fitzcarraldo è tra le mie prossime "prede".

Luciano ha detto...

@Gino. Nessun eccesso, anzi i tuoi commenti sono sempre graditi. Allora attendo di conoscere il tuo parere su Fitzcarraldo.

Anonimo ha detto...

Ciao. Vi chiedo scusa in anticipo perché non sono un esperto cineasta come voi, mi occupo quasi esclusivamente di teatro. Ho visto Nosferatu da pochi giorni e mi sono chiesto se esista, in questo film, qualche innovazione dal punto di vista tecnico rispetto alla filmografia precdente. Un pó come é successo con Nascita di una nazione... Grazie mille.

Luciano ha detto...

Anonimo. Nel 1924 esce L’ultima risata di Murnau che si può ritenere il suo massimo contributo al Kammerspiel movimento in cui la cinepresa segue i personaggi con distacco come per voler riprendere “la realtà” nel suo effettivo formarsi. Il Nosferatu è del 1922 e contiene già riprese che poi sfoceranno nel Kammerspiel. Ci sono sequenze naturalistiche che ricordano la realtà di ogni giorno. Nel film infatti l’orrore si nasconde negli oggetti (in particolare nella natura), nel modo di riprendere il movimento (del vento, degli animali, degli uomini). Il terrore non sorge dalla vista del “mostro” ma dall’attesa del suo arrivo, dalle scene della natura o della città, dalla “normalità” contaminata dal "perturbante". Secondo me la “suspence” deve molto a questo film. Purtroppo è passato molto tempo dalla mia ultima visione.