7 ottobre 2010

Inception (Christopher Nolan, 2010) 1/3: Sogni lucidi.

L'orrore non sorge dall'acquisita consapevolezza del rischio che si frappone al raggiungimento di uno scopo: sapere di trovarsi davanti a un film, anche se coinvolti emotivamente, attenua la paura, allontana l'angoscia, trascinando lo spettatore, sempre consapevole dell'innocuità del film (1), nel godimento estetico. La sua passività nell'oscurità della sala e il rilassamento di un corpo adagiato in una comoda poltrona, avendo molto in comune con le condizioni del sogno, agevolano la percezione realistica, lo spettatore "[...] sa di assistere a uno spettacolo inoffensivo, mentre il sognatore crede nella realtà assoluta del suo sogno assolutamente irreale" (2). Lo spettatore riconosce l'irrealtà del film anche se viene percepito oggettivamente, mentre al contrario il sognatore crede profondamente nell'irrealtà del sogno. In un caso non c'è credenza in un mondo immaginario costruito con materiale preso dal mondo reale, nell'altro si crede in un mondo completamente irreale (3). Ma se il sogno diventa lucido l'orrore può essere controllato, la paura trasformarsi in piacere estetico e quindi in creatività artistica. Essere consapevoli di vivere un sogno significa riuscire a manipolarlo cimentandosi a costruire un mondo. L'idea, il desiderio di viaggiare con la mente nell'avventura, come nel meccanismo di una cultura più o meno remota, nasce nello stato di veglia. In Inception accade proprio questo, ma accade anche proprio il contrario di questo. In altri termini Cobb, come i suoi compagni di viaggio, è un sognatore lucido, un onironauta, e pertanto trasforma e deforma la meccanica del "reale" onirico (mi si scusi l'ossimoro) a suo piacimento anche se Nolan riesce a inserire Mal, espressione del senso di colpa di Cobb, come ostacolo in grado di demolire l'architettura dei paesaggi e dei mondi "impossibili". Accade nel plot che il gruppo dei sognatori abbia acquisito consapevolezza di essere navigatore dell'onirico e addirittura di "iniettare" un'idea nella mente di Robert Fischer . Un progetto di paesaggio, così come la trasformazione del volto di Eames nel volto di Peter Browning, determinano il sogno inconsapevole (o quasi) di Fischer, ossia la credenza, per dirla con Morin, che ci si trovi coinvolti in una realtà assoluta ma irreale. L'idea pertanto non rappresenta la consapevolezza dell'onironauta, ma la capacità di lasciarsi trascinare più o meno consapevolmente nei meandri narrativi di un sogno a più livelli creato da un artefice. Metafora del cinema, ma anche percorso che conduce da un'ignara immersione nella narrazione (trasparenza del film) alla sua più densa opacità (strumenti di costruzione, materiale, progetti). Il cinema è anche lucidità e conformazione dell'irreale al reale. Gli onironauti di Inception sono parte del cast che ha girato Inception e il più o meno ignaro Robert Fischer potrebbe essere metafora dello spettatore manipolato dalle immagini, dal plot, e dalle emozioni indotte. Ma il fatto è che noi spettatori non siamo ignari sognatori, perché sappiamo di assistere ad uno spettacolo "inoffensivo" e irreale, sappiamo di vivere un "sogno" e pertanto esprimerei la seguente dipendenza funzionale: lo spettatore sta al film come il sognatore lucido sta al suo sogno. Ad un altro livello, a pensarci bene, neppure Fischer è un sognatore ignaro (di quelli che si spaventano perché credono nella verità del sogno) e Nolan lo sa e ce lo dichiara in continuazione (gli "ostacoli" che i nostri onironauti incontrano per far aprire la cassaforte al terzo livello): Fischer-Murphy è anch'egli un attore del cast e recita per noi sognatori lucidi (solo al cinema però). Non voglio proporre un'equivalenza tra spettatore seduto sulla poltrona, sempre predisposto a recepire mondi fittizi e a credere in essi pur avendo sempre coscienza della propria paralisi temporanea (come nella fase REM del sonno), e sognatore lucido del suo stesso sogno capace di trasformare materiali (case, paesaggi, persone) e storie (ridurre un mostro a oggetto o neutralizzare eventuli ostacoli), perché nel primo caso prende corpo la capacità critica (il film mi ha emozionato, mi è piaciuto, non l'ho capito, ecc.) nel secondo la capacità artistica (sono io che plasmo il materiale e produco mondi). In Inception accade però anche il contrario di tutto questo: ossia, Cobb e il suo gruppo, in quanto personaggi interpretati da attori, non sono sognatori lucidi ma rappresentazioni psichiche, immateriali, sono ombre proiettate che navigano in mondi costruiti dalla computer grafica (o da ricostruzioni in studio), sono pseudo onironauti perché qualsiasi personaggio di un film in fondo è onironauta del suo film (e questo vale anche per il cinema più trasparente come quello classico). Ma, e questo mi ha entusiasmato non poco, Nolan sa anche questo. Non si è accontentato di girare un film sul sogno (come ne sono stati fatti tanti) ma sul non-sogno. In altri termini Nolan, sequenza dopo sequenza, tiene a mostrare l'incredibile "verosimiglianza" del mondo onirico di Inception con il mondo reale. Parigi, anche se rigirata su se stessa come un sandwich imbottito, è sempre così terribilmente Parigi. L'effetto droste degli specchi aperti sul mondo da Ariadne dà forma al sottovia della sopraelevata del Pont de Bir-Hakeim. Le macchine viaggiano per le strade come macchine vere e anche se improvvisamente appare un treno questo compie comunque il suo dovere di treno. La splendida determinazione di questa volontà viene raggiunta nel limbo, il luogo che dovrebbe essere il più onirico ma che al contrario è il più filmico di tutti nel senso che è quello che affascina di più noi spettatori adattati a viaggiare nei vari livelli. Ritengo che il limbo, la parte più interessante e notevole di un film che vuole ricostruire storie e ambientazioni oniriche, sia il tentativo (riuscito) di riformare l'oggettività del mondo reale all'interno dell'irrealtà del film, col mostrare la frantumazione di un mondo (quello contemporaneo) che non siamo più in grado di tenere in piedi, un mondo in cui si invecchia velocemente, in cui i giovani sono vecchi e che pare non voler morire mai. L'idea pertanto è creata e trascinata dentro le nostre menti di spettatori pronti e adattati a navigare all'interno del film, coinvolti nell'estrema vivacità di un post-modernismo all'apice del suo fulgore, ma anche consapevoli di sognare da svegli. Come afferma Morin più "[...] vicino al cinema è il sogno da svegli, anch'esso a cavallo fra la veglia e il sogno [...] pur vivendo amori, ricchezze, trionfi, continuiamo a essere noi stessi, dall'altra parte del sogno, sulle prosaiche rive della vita quotidiana"(4).

(1) cfr. Edgar Morin, Il cinema o l'uomo immaginario, Feltrinelli, Milano 1982.
(2) Ivi p. 154
(3) Ib.
(4) p. 155.

20 commenti:

Chimy ha detto...

Aspettavo con ansia che ne scrivessi :) Un film importantissimo e pieno di spunti: già quelli di questo primo post sono interessantissimi, attendo gli altri due.

Un saluto

Anonimo ha detto...

"Gli onironauti di Inception sono parte del cast che ha girato Inception e il più o meno ignaro Robert Fischer potrebbe essere metafora dello spettatore manipolato dalle immagini, dal plot, e dalle emozioni indotte. Ma il fatto è che noi spettatori non siamo ignari sognatori, perché sappiamo di assistere ad uno spettacolo "inoffensivo" e irreale, sappiamo di vivere un "sogno" e pertanto esprimerei la seguente dipendenza funzionale: lo spettatore sta al film come il sognatore lucido sta al suo sogno. Ad un altro livello, a pensarci bene, neppure Fischer è un sognatore ignaro (di quelli che si spaventano perché credono nella verità del sogno) e Nolan lo sa e ce lo dichiara in continuazione (gli "ostacoli" che i nostri onironauti incontrano per far aprire la cassaforte al terzo livello): Fischer-Murphy è anch'egli un attore del cast e recita per noi sognatori lucidi (solo al cinema però)."

Sono d'accordissimo su tutto, ma soprattutto su questo particolare passaggio della tua splendida analisi. Non vedo l'ora che arrivino le altre due parti.

Ale55andra

VP ha detto...

mi limito a un apprezzamento sulla bellissima e attentissima analisi che ho letto con interesse e piacere (attendo il resto)

non condivido comunque (per dovere di cronaca) lo stesso entusiasmo nei confronti di questo film :-D

Luciano ha detto...

@Chimy. Un film che "aiuta" molto a trovare motivazioni di riflessione. Spero che anche glia ltri due post possano essere interesanti. Grazie^^

Luciano ha detto...

@Ale55andra. In effetti mi riconosco anch'io nella tua bellissima analisi di Inception. Sei molto gentile^^

Giuseppe(eraservague) ha detto...

Mi è piaciuta molto l'idea di non-sogno, a me personalmente, è questo che ha lasciato il film, e per certi apsetti un pò deludente. Non siamo di fronte a complessi incastri come ci vuol far credere. E' tutto lineare, tutto lucidamente onirico ma consapevoli di questo, cosi come come lo spettatore al cinema di fronte a questo film. Cosa che non potrei dire per altri film, dove io personalmente mi dimentico della poltrona.

Luciano ha detto...

@VP. Grazie VP per i tuoi sempre graditissimi apprezzamenti^^ Per quanto riguarda il film... in effetti mi è piaciuto molto ma credo che forse col mio secondo intervento chiarirò meglio quali sono i miei "dubbi" o motivi di interesse per questo film. ;)

Noodles ha detto...

Recensione eccezionale, sin dall'incipit. Uno specchio - o un labirinto a specchi - critico per uno dei film più belli dell'anno e del decennio!
Bravò! :P

Luciano ha detto...

@Giuseppe. Infatti non è un film iper-narrativo come INLAND EMPIRE, ma “lucidamente” consapevole. Per questo Inception mi ha stimolato riflessioni che spaziano all’indietro, nel cinema moderno, anche se, ovviamente, è pur sempre cinema di oggi e quindi certi parallelismi possono risultare azzardati

Luciano ha detto...

@Noodles. Per me un grande piacere risentirti^^. Purtroppo, come saprai, sono stato fuori dal giro per problemi di salute. Ti ringrazio, come sempre gentilissimo.
Un caro saluto ;)

hovogliadicinema ha detto...

Ciao!
Innanzitutto complimenti per il blog!
ho aperto un nuovo blog che parla di cinema.
se ti va di visitarlo e di partecipare al sondaggio su Leonardo Dicaprio visita HOVOGLIADICINEMA.BLOGSPOT.COM.
Puoi anche vedere un video che ho realizzato su youtube intitolato SEMPRE LEO.
Ciao!

Anonimo ha detto...

inception mi ha sconvolto... Nolan non si smentisce... anche se a mio parere MEMENTO è un gradino più in alto... come dimenticare quei tatuaggi!!!

comunque ci tengo a dirti che ho ripreso da poco la mia attività di blogger... forse mi ricorderai per il mio "vecchio" blog VISIONE INFINITA... questo il mio "nuovo" blog http://babilondream.wordpress.com/ ... naturalmente ti ho aggiunto nel mio blogroll ;)

a presto!!!!!

Vision

Luciano ha detto...

@Hovogliadicinema. Ti ringrazio,molto gentile^^ Appena mi sarà possibile visiterò volentieri il tuo blog. A presto.

Luciano ha detto...

@Vision. Certamente anche Memento è un film che lascia il segno. Benissimo! Visiterò prestissimo il tuo nuovo blog^^

Giampaolo ha detto...

L'unica riflessione che ho fatto è che per me è tutto un sogno di Cobb dall'inizio alla fine....
quindi penso che non lo rivedrò mai più questo film......
preferisco Prestige!
Buonanotte!
Giampaolo da splinder.....

Luciano ha detto...

@Giampaolo. Prestige è un altro film di ottima qualità. Interessante la tua ipotesi sul sogno che trascinerebbe lo sguardo all'interno di un continuum onirico. Sarà bene che non vada avati, perché dovrei rivedere ancora il film. Magari attenderò l'uscita del DVD. Grazie per la tua graditissima visita che ricambierò il prima possibile. A presto!

AlDirektor ha detto...

Questo priimo post sul film di Nolan sembra mettere in discussione un'ulteriore parallelismo: quello di attore-personaggio.
Aggiungendo poi un personaggio spesso lasciato all'esterno del film, ma che in verità può essere elemento fondamentale della pellicola: lo spettatore.
Ennesimo spunto azzecato tra le tue analisi.
Per un film come "Inception", sembrerebbe scontato, ma non ho notato che oltre a te, altri (tra cui io, ovviamente) abbiano trovato questo punto su cui aprire una discussione.
Un post che può fungere da ispirazione per tanti blogger come me.

PS: Son passato alla fine anche perchè ogni volta ti dico "sto finendo di leggere" e non finisco mai! ;)

Un saluto Luciano.

Luciano ha detto...

@AlDirektor. Scrivo post troppo “lunghi” e in effetti non mi aspetto che vengano letti tutti, ma ovviamente sono lusingato quando ciò avviene. Ti ringrazio per la tua pazienza. Il parallelismo attore-personaggio di questo primo lavoro su Inception mi è venuto spontaneo durante la visione del film, anche perché (confesso) sono attratto particolarmente dai sogni lucidi (ma questo è un altro discorso). Sono convinto comunque che gli altri bloggers, (compreso te) abbiano idee molto interessanti ed è per questo che cerco di leggere la maggior parte dei blog cinefili da me conosciuti. C’è sempre da imparare. Ti ringrazio per le tue belle parole.

AlDirektor ha detto...

Se ti attraggono i sogni lucidi allora esiste una bella schiera di film che apprezzi molto immagino.
Il "sogno lucido" è un tema piuttosto sfruttato negli ultimi 15 anni di cinema.

Ah, comunque non mettevo in dubbio che ognuno di noi blogger abbia idee interessanti su "Inception", ma dicevo solamente che il punto su cui riflettevi tu è raro trovarlo su altre pagine. ;)
Ma rimane, verità, che c'è sempre da imparare, sono d'accordo.

E grazie a te per ciò che scrivi!

Luciano ha detto...

@AlDirektor. Sì, mi interessano relativamente al cinema ma anche come esperienza onirica. Rarissimo fare sogni lucidi.
Grazie a te^^