21 dicembre 2008

La felicità porta fortuna (Mike Leigh, 2008)

Mentre la felicità regolata dalla legge presuppone una conformità a uno standard etico riconosciuto politicamente e socialmente (benessere, diritti, uguaglianza, ecc.) per garantire ma anche impedire una incontrollabile invasione della propria sfera "etica" e/o spazio-temporale, quella provata da Poppy è "felicità" proprio perché non definibile, non comprensibile, non ottenibile tramite una semplice e statica imitazione. Anzi il dinamismo offerto dall'apparente stato semi-incosciente della protagonista, contrasta con la statica accettazione degli eventi da parte degli altri personaggi (anche di quelli che sembrano controllare il proprio mondo come Tim). Gli altri non vengono contaminati dalla forza pura della concreta astrazione; concreta in quanto Poppy interviene nel flusso della vita (consigli agli altri, i problemi del bambino, l'abbozzo di una storia con l'assistente sociale), astratta in quanto la ragazza riesce a trasferire su di sé tutta l'energia che il mondo non restituisce più, arrivando ad esempio a "vedere" oltre l'apparente afasia del vagabondo (un meraviglioso dialogo che nasconde sotto le righe la forza prorompente della poesia, capace di portare la sua violenza organizzata alla norma). Gli altri si limitano a distanziarsi ed esternare le proprie divergenze perché, troppo presi dal loro ritmo prosastico, non comprendono la polisemia, né le cesure, non sanno quando sospendere il senso (e la voce) e quando invece si deve correre sul verso per giungere d'un baleno all'ultimo lemma. Gli altri non capiscono perché tanta euforia, perché tanta energia, perché tanto mistero. Il mondo di Poppy sorge su altri lidi, segue un sentiero dinamico e pluridirezionale, non è una proiezione su un piano cartesiano, ma è un'immagine olografica che si proietta nel vuoto. E se la norma del mondo di Poppy è una Inghilterra in cui non ci si diverte in discoteca o ci si ubriaca per anestetizzare il dolore provocato dal reale, se la norma è un'auto in cui si deve obbedire e non portare stivali con tacchi, se la norma è una famiglia che si è scollata da tempo, una insegnante di flamenco che trascina il suo dolore nella danza, una bicicletta rubata, la forza della poesia (la sua funzione) deve consistere nel violentare questa norma (1), organizzando un dialogo profondo e diretto con l'anima. Poppy riesce a fare tutto questo perché la sua beatitudine in certi momenti diventa poesia, si riflette nell'attimo indimenticabile dove l'armonia s'incontra con i nostri sogni, l'attimo in cui giunge improvvisa l'epifania (2). Lo sguardo apparentemente disorganizzato di Poppy mi ricorda infatti l'obraz (3) ejzensteiniana, ossia "[...] una vera e propria Gestalt, una formazione della mente per sintesi di dettagli parziali privi di un senso comune, che lo acquistano nel momento in cui vengono collegati in una struttura interiore" (4). La formazione di un senso che illumina il volto di Poppy può anche non influenzare la trasmissione di questo stesso senso all'altro (una illuminazione). Infatti neppure il "beato" è in grado di definire analiticamente lo stato della sua beatitudine. Poppy saprebbe riferirci il significato del suo dialogo con il vagabondo? Saprebbe spiegarci com'ha fatto a comprendere che colui che soffre non è Abele ma il probabile candidato ad essere un futuro Caino? Ritengo che la Beatitudo di Poppy (intesa come completa felicità dello spirito) si sciolga lentamente in una più consapevole Felicitas (nel significato latino di fecondità). Ossia l'abbagliante senso di armonia con le cose, la contemplazione quasi divina di una condizione superna (per cui Poppy si può anche permettere, in un certo senso, di giocare con i limiti terreni del prossimo), si stempera in una condizione più umana, più controversa, con la scoperta dei limiti e delle difficoltà della trasmissione agli altri, si stempera cioè in una condizione di profilo più basso ma più fecondo: fertilità come ritorno alla maternità, ritorno all'acqua (Poppy e Zoe in barca sul laghetto cittadino), fertilità come consapevolezza che la gioia (della madre) scivola lentamente fuori dal dolore (il travaglio, il pianto del bambino). La felicità di Poppy non è trasmissibile (o lo è solo in parte) perché è Beatitudo, uno stato di grazia che tra l'altro è di breve durata (almeno fino allo sfogo rabbioso di Scott) e intendo beatitudine proprio nel senso che Montale suggella nella sua poesia "Felicità raggiunta, si cammina"(5). Ossia felicità come momento breve e fragile, già intrisa, nel momento stesso del suo catartico arrivo, di un dolore spazio-temporale che riconduce a terra l'aerea leggerezza del beato. Per dolore spazio temporale mi riferisco innanzi tutto alla dimensione temporale del ricordo e della speranza (rapportare la condizione di beatitudine al passato e ad un ulteriore arricchimento di un futuro incerto) e in secondo luogo mi riferisco alla dimensione della prospettiva classica occidentale (Masaccio). Solo il momento del passaggio tra le due condizioni definisce l'immacolata Beatitudo e questo attimo è splendidamente metaforizzato nell'incontro tra Poppy e il vagabondo e soprattutto dal dialogo in cui l'apparente afasia non è altri che l'ammissione dell'imperante acatalessia. La conoscenza parte da questi presupposti, dalla consapevolezza stessa che il senso è una equazione di grado infinito, espressione di infiniti risultati; ciò che non va mai perso di vista è la volontà di conoscenza (anche se l' immensità scoraggia e il dialogo è faticoso da capire). Infine Poppy come metafora del cinema, che si muove lungo il suo tragitto tutto da definire, tutto da stabilire: una scelta questa (come procedere nella formazione di un'idea) che si inserisce tra l'atto manicheo di suddividere il mondo in forme bianche e nere e la rinuncia a voler affondare il dito nella piaga della complessità per timore di mettersi in gioco. L'afasia insomma è un rischio che bisogna correre, che il cinema deve affrontare (questo al di là delle storie ma anche attraverso le storie), non solo per conoscere le metamorfosi in atto (le trasformazioni del senso e dell'equilibrio inteso come ininterrotto assestamento) ma per rappresentare anche le performance del progetto (sceneggiatura) e di tutto ciò che sta dietro al progetto.

(1) Jan Mukarovskij, La funzione, la norma e il valore estetico come fatti sociali, Einaudi, Torino 1974 (3). "L'opera d'arte è sempre un'applicazione inadeguata della norma estetica, essa ne viola lo stato non già per necessità involontaria ma intenzionalmente e perciò di regola in modo assai sensibile. La norma viene incessantemente violata. [...] Esaminata dal punto di vista della norma estetica, la storia dell'arte appare come la storia delle rivolte contro la norma (le norme) dominante" (pp. 68-69).
(2) Umberto Eco, Le poetiche di Joyce, Bompiani, Milano, 1987, pp.44-58.
(3) Il concetto di Obraz (immagine) è importante per capire la teoria del montaggio di Ejzenstein, cioè l'immagine che lo spettatore ricostruisce nella sua mente. Gli innumerevoli dettagli della rappresentazione in un primo momento risultano evanescenti e insignificanti, fin quando d'improvviso, quasi come in un'epifania, formano per sintesi l'immagine unitaria(obraz).
(4) Sandro Bernardi, Introduzione alla retorica del cinema, Le Lettere, Firenze 1994, p. 48.
(5)
Felicità raggiunta, si cammina
per te sul fil di lama.
Agli occhi sei barlume che vacilla,
al piede, teso ghiaccio che s'incrina;
e dunque non ti tocchi chi più t'ama.
Se giungi sulle anime invase
di tristezza e le schiari, il tuo mattino
è dolce e turbatore come i nidi delle cimase.
Ma nulla paga il pianto del bambino
a cui fugge il pallone tra le case
(Ossi di seppia)

30 commenti:

Anonimo ha detto...

Straordinario l'accostamento alla poesia di Montale. Comunque il film molto probabilmente vado a vederlo oggi.
Ale55andra

Christian ha detto...

Ciao, scusa l'OT. Se ti interessa il film di Frank Perry, scrivimi privatamente (l'indirizzo è sul mio blog).

VP ha detto...

lietissimo di vedere citato il montale e interessantissima disamina, complimenti.

subito dopo la visione, infatti, la prima cosa che ho pensata è stata: poesia.

un saluto

Luciano ha detto...

@Ale55andra.Non vedo l'ora di leggere la tua recensione^^

@Christian. Ti ringrazio e ti scrivo subito!

Luciano ha detto...

@VP. Ti ringrazio per i complimenti e per la visita^^ Ricambierò presto ;)

chimy ha detto...

Bellissimo post. Come già scritto, la poesia è perfetta per descrivere quello stato di beatitudine di cui parli.

Il fatto che la felicità di Poppy non sia trasmissibile è forse la chiave del film, che lo porta ad essere molto meno definito nei suoi contorni (di genere, se vogliamo) di quanto possa sembrare.


Un saluto

Luciano ha detto...

@Chimy. Il film è stato definito una commedia e in effetti possiede tutte le caratteristiche della commedia, ma anche non le possiede. Un dramma? Non direi. In effetti (si può dire?) un film eclettico e per questo molto interessante. Forse non tra i migliori di Mike Leigh ma sempre un film da tenere in considerazione. Grazie e a presto!

artaud ha detto...

provvedero` a procurarmelo

intanto auguri!

Cinematto ha detto...

Buon Natale e buone feste anche a te!
Ciao! ;)

Pickpocket83 ha detto...

Beh... ancora una volta ammirato. :)
Purtroppo non sono ancora riuscito a vedere il film... dovrò farlo.

Un caro saluto e i miei più affettuosi Auguri di Buon Natale

Cineserialteam ha detto...

Buon Natale!

Peeping Tom ha detto...

buone feste luciano :)

Noodles ha detto...

Più Poppy per tutti. L'ottimismo della Hawkins è il vero spirito natalizio senza cedimenti o falsi ricatti.
splendida la citazione montaliana (quell'ultimo verso mi ha sempre rievocato un'immagine dechirichiana).

Roberto Fusco Junior ha detto...

Non vedo l'ora di vederlo.
Auguri!

AmosGitai ha detto...

Con la speranza che abbia passato un sereno Natale ti auguro un felice 2009!!!

AmosGitai

Luciano ha detto...

@Artaud. In tal caso attendo una tua recensione. Auguri!

@Cinematto. Auguri!

Luciano ha detto...

@Pickpocket. Grazie, in attesa di una tua recensione sul film ricambio gli auguri^^

@Cineserialteam. Auguri!

Luciano ha detto...

@Peeping Tom. Spero che prima o poi riesca a trovare il tempo per partecipare ad almeno uno dei tuoi interessanti e divertenti quiz. Auguri!

Luciano ha detto...

@Noodles. Ah.. molto interessante. Collegare De Chirico a Montale: uno spunto di riflessione notevole!

Luciano ha detto...

@Roberto. E io non vedo l'ora di leggere una tua recensione sul film. Auguri!

@AmosGitai. Ti auguro anch'io un Felice 2009!

Valentina Ariete ha detto...

Buone feste Luciano!!!

Bacioni natalizi!!!

:-)))

ely ha detto...

tantissimi auguri di buone feste...
ely

Luciano ha detto...

@Valentina. Tanti auguri e Buone Feste!

@Ely. Buone Feste!

Diego Altobelli ha detto...

Buone Feste bello!
.d

Luciano ha detto...

@Diego. Auguri e Buone Feste!

chimy ha detto...

OT: solo per dirti che ti ho mandato una mail.


Un saluto :)

William Turnango ha detto...

Ciao!

Complimenti per il blog molto interessante!

Sono molto interessato ad uno scambio di link, visto che il mio blog nuovo di zecca e ha bisogno di farsi conoscere..!

L'indirizzo del mio blog:

http://cinemacountry.blogspot.com

Ti ho già inserito nei blog preferiti.
Ti invito a darci un' occhiata se ti va!
Fammi sapere se per te va bene semplicemente lasciandomi un commento

Grazie ciao!

Luciano ha detto...

@William Turnango. Grazie per la visita. Ricambierò appena possibile. Buon Anno!

Anonimo ha detto...

Amo!Adoro!
Bellissimo film e grandioso personaggio quello di Poppy!!!!!!Già l'inizio mentre va in bicicletta tutta spensierata fa già capire la sua essenza!!!

MrDavis

Luciano ha detto...

@MrDavis. Senz'altro uno dei personaggi più belli del 2008. Stupenda anche l'attrice (e bravissima).

Auguri e Buon Anno!