15 dicembre 2007

Gli amanti del Pont-Neuf (Leos Carax, 1991)

Michele vede il mondo con un solo occhio, poiché soffre di una rara malattia agli occhi. La parziale cecità abbinata alla visione monoculare impedisce la distrazione della vista, una distrazione assimilabile a un disturbo o “rumore di fondo” che attrae lo sguardo verso il mucchio indefinito delle cose e il fuori fuoco dello sfondo. La sua particolare storia d’amore con Alex, clochard parigino che vive insieme ad Hans sul Pont-Neuf chiuso per lavori di ristrutturazione, è il risultato dell’incontro tra la visione monoculare e quella quadridimensionale. In effetti la capacità di disegnare e di osservare il reale attraverso una prospettiva carente dona a Michele la possibilità di interagire con l’essenza stessa delle tre dimensioni. Annullando la prospettiva avvicina gli oggetti a sé percependoli nella mente come parti essenziali del mondo. Viceversa lo sguardo naturalistico di Alex allontana il mondo, lo isola sul ponte, in un limbo che collega solo due rive anonime (anche se sono l’intellettuale Rive Gauche e la mondana Rive Droite). Il primo incontro fra i due non avviene infatti sul ponte ma lungo un notturno boulevard parigino dove solo Michele riesce a vederlo (Alex è svenuto perché investito da un’auto). Solo lei può oltrepassare la barriera avvilente dell’hic et nunc immortalando sulla carta il volto esanime del clochard. Lui al contrario non la vede perché, ancor prima di essere stato investito, ha tentato di cancellare il mondo con la forza della mente (nel naturalismo del film ha strusciato con forza la fronte contro l’asfalto freddo della notte). Eppure soltanto sull’inutile ponte (inutile perché chiuso e non più inserito nel tessuto urbano), quindi sul ponte decontestualizzato, divenuto icona del sé, pezzo isolato e insulso ma per questo visibile, solo sul ponte estratto/astratto, l’incontro dei due sguardi/visioni del mondo forma un connubio effimero ma proprio perché effimero anche eterno. Questo evento da cui nasce una storia d’amore cruda ma romantica, violenta ma dolce, raccontato con dispendio di mezzi da Carax (film costosissimo e flop ai botteghini con conseguenti ripercussioni sulla carriera del regista), contrasta con la ridondanza barocca delle immagini, con i colori fulgidi dei fuochi artificiali che illuminano il cielo notturno di Parigi, con la magia dello sci nautico sulla Senna illuminata da cascate di fuochi allestiti sui “quai” del fiume, con la fotografia precisa ed elaborata . E’ un cinema, quello barocco (1) non naturalistico, cinema ridondante di immagini e di particolari curatissimi (persino il ciarpame sui marciapiedi è curato minuziosamente determinando una sensazione evidente di falso), cinema artificiale e motivato da un gusto dell’eccesso. Per questo forse il film piacque a pochi. Osservarlo con uno sguardo attento solo alla riproduzione naturalistico/documentaristica può portare a interpretazioni differenti. Ritengo invece che il film sia molto attento agli aspetti onirici, che molte scene siano evidentemente oniriche: la sbornia dei due amanti divenuti piccoli come il ciarpame posato sul marciapiede del ponte, o la loro corsa sulla spiaggia in una inquadratura che ci li mostra due piccole ombre nude, oppure lo sci nautico sulla Senna con l’evidente falsità di un clochard capace di guidare il motoscafo nelle difficili acque di un fiume e ancor più evidente falsità di una pittrice con un occhio solo capace di sciare magnificamente sull’acqua. L’aspetto onirico nasce però dal cinema, nasce dallo sguardo monoculare di Michele e il sogno restituisce la storia ad un finale positivo (i due amanti come due polene di una chiatta che ridono nella notte allontanandosi sulla Senna). Col cinema si può, si deve affermare la potenza del FALSO(2) e la sua ineluttabile verità, che il Falso, ossia la ricostruzione arbitraria ma precisa e la volontà di rappresentazione e quindi cernita del materiale indefinito e magmatico, può restituirci l’intima speranza di poter plasmare la Storia. Nella realtà c’è solo violenza (il clochard viene condannato per omicidio colposo, usa violenza a se stesso e vive il rapporto d’amore con egoismo e bramosia del possesso), c’è la morte che aleggia distante, allontanata dallo sguardo di lei, anche quando cadono nel fiume dopo lo sci nautico. Infine la morte sembra afferrarli trascinandoli nei gorghi gelidi della Senna, e forse l’ha fatto, ma non nel sintagma, non nel sogno di una notte diversa e nella speranza di un mondo dov’è possibile sciare sul fiume, vedere l’autoritratto di Rembrandt in un Louvre notturno e ridere senza emettere suoni (mentre sul ponte innevato si odono i clascson delle auto). La morte però appare nell’immagine attraverso gli sguardi di Alex ma soprattutto di una Michele che ha recuperato la sua visione stereoscopica: anche lei adesso non è più nel cinema e il loro incontro sul ponte innevato, tornato ad essere ponte, è un momento di rara espressività mortale. Per me gli amanti muoiono nel momento in cui Alex si trascina dietro Michele nell’acqua gelata della Senna. Nell’immagine seguente lo sguardo extradiegetico può anche proseguire la vista sulla chiatta dell’Atalante in un altro film, in un altro luogo del sogno dove Alex e Michele, trasformati in polene gaudenti e urlanti, vivranno al di là della diegesi e della morte.

(1) "I neo-barocchi” era il titolo dato a una rassegna su Carax, Beineix e Besson del 1995 organizzata dall’Istituto Francese di Firenze
(2)"[...] la potenza del falso è anche il primcipio generalissimo che determina l'insieme dei rapporti nell'immagine-tempo diretta." (Deleuze, L'immagine-tempo p. 149.)

29 commenti:

AmosGitai ha detto...

Film che ho segnato tra quelli da vedere, insieme a Pola X.
Ma toglimi una curiosità. Dove trovi tutte quelle fonti bibliografiche?

Luciano ha detto...

@Amosgitai. Benissimo. Quando l'avrai visto magari mi dirai cosa ne pensi. Sulla rassegna dei Neobarocchi del 1995 possiedo il depliant con l'elenco dei film in programmazione (non butto niente di ciò che riguarda il cinema). Deleuze è stato un grande filosofo che si è interessato di cinema. I suoi 2 libri più importanti sul cinema (che hanno cambiato il modo di fare "critica") sono L'immagine movimento e L'imamgine tempo. Di solito quando scrivo un post mi attengo (se cito le fonti) a ciò che posso documentare quindi alle riviste e ai libri di cinema che possiedo. Grazie Amos. Ciao.

chimy ha detto...

Ammetto che non lo conoscevo...
Da recuperare a questo punto.
Ciao, a presto

monia ha detto...

finalmente è arrivata la recensione di questo film... (quella del titolo del tuo blog è un' immagine del film se non sbaglio).
ne ho letto tempo fa, mi è piaciuto senza averlo visto (ma si può?!) ed ora aspetto che babbo natale me lo faccia trovare sotto l' albero. Spero non deluda le aspettative!
ciao

Luciano ha detto...

@Chimy. Sì un film interessante ma che all'epoca piacque a pochi. Comunque è pur sempre un film di qualità. Ciao.

@Monia. Dalle tue prime recensioni, se ho capito bene, questo film dovrebbe piacerti (e infatti mi commenti di amarlo già prima di averlo visto). Poi mi dirai se ti ha deluso o no. Ciao.

chimy ha detto...

"Cuore selvaggio" in attesa... ^^

Luciano ha detto...

@Chimy. Sì, ormai conoscete il mio modo di divertirmi. Però sai anche che l'attesa potrebbe essere lunga (dipende tutto da quante volte vedo un film e Cuore selvaggio mi sa, anche se già visto alcune volte, lo vedrò e lo rivedrò e lo rivedrò). °_-

honeyboy ha detto...

mi manca anche questo
mi tocca spesso appuntarmi i film quando passo di qui a leggere ciò che scrivi!
ti ringrazio per i tuoi sempre superlativi scritti

Mario Scafidi ha detto...

Ricordo che questo film avrei voluto vederlo tanto tempo fa ma non l'ho fatto. La tua analisi ha riacceso la mia curiosità, vedrò di recuperarlo. esiste un'edizione in dvd che tu sappia?

filippo ha detto...

anche questo finisce direttamente nei film da recuperare...;)

Luciano ha detto...

@Honeyboy. Posso dire la stesa cosa di quando passo sul tuo blog (e questo mi fa piacere perché è uno scambio continuo di esperienze) e posso anche ricambiare i complimenti per i tuoi scritti perché sono veramente ottimi (e molto interessanti).

@Mario. Credo esistano più edizioni, ma forse la migliore è quella della Sony. Purtroppo non possiedo il DVD ma un vecchio VHS registrato in tv :( (ma se mi capita di trovarlo lo acquisto immediatamente).

@Filippo. Bene, se ti capita di vederlo fammi sapere. Questo è da inserire in quel gruppo di film che fanno molto discutere.

Franky ha detto...

Ciao complimenti per il blog, se ti và di scambire i link questo è il mio Spartaco Libero http://spartacuslibero.blogspot.com/ .Ciao fammi sapere.

philippewinter ha detto...

per vale. ot: che mi cerca di greenaway per saggiare il gusto?
grazie,
a presto

Deneil ha detto...

questo propro non sapevo che esistesse..ovviamente la tua recensione intriga come al solito..vedo di recuperarlo al più presto!

Luciano ha detto...

@Franky. Appena possibile vengo a farti visita sul tuo blog, poi ti farò sapere. Grazie per la proposta.

@Philippewinter. Immagino la domanda sia rivolta a Vale.

@Deneil. Se nell'arte è possibile definire una corrente o un movimento (ma sappiamo che le definizioni limitano l'arte), Carax venne considerato neobarocco e accostato a Besson e Beineix. Questi registi hanno comunque sempre suscitato polemiche ed aspre discussioni. Hanno tentato semplicemente (con risultati diversissimi) di "uscire" dalla splendida mentalità del cinema francese.

Conte Nebbia ha detto...

Post stimolantissimo, che mi ha fatto venir voglia di rivedere il film; a suo tempo la "grandeur" di Carax mi affascinava...

Luciano ha detto...

Sì, un film senz'altro affascinante che all'epoca non ebbe il successo che forse avrebbe meritato. Sapere che rivedrai il film a causa del mio post mi onora.

philippewinter ha detto...

sì,era per vale dato che ne ha scritto lei, se credi di rispondermi tu è ben accetta anche una tua risposta. non conosco nulla dell'autore in questione.
mi piacerebbe un consiglio (il film secondo voi più interessante)per non approdare a caso...
grazie

Luciano ha detto...

@Philippewinter. Ti rispondo io, ma sicuramente ti risponderà anche Vale. Per me dovresti iniziare dai suoi film degli anni 80: "I misteri del giardino di Compton House", "Lo zoo di Venere" e "Il ventre dell'architetto". Il più interessante... non saprei... dipende dai gusti. A me è piaciuto immensamente "I racconti del cuscino" nonché "Giochi nell'acqua", ma anche "Il cuoco, il ladro, sua moglie e l'amante" andrebbe visto. Mi fermo qui altrimente ti cito tutti i suoi film. In attesa che Vale esprima i suoi gusti. Ciao ^^

Franky ha detto...

Grazie mille per lo scambio link...a presto.

Roberto Fusco Junior ha detto...

Visto a cinema quando uscì. Mi piacque molto. La tua come al solito ottima recensione fa riaffiorare i ricordi e le impressioni, devo rivederlo.
Un saluto!

Luciano ha detto...

@Franky. Grazie a te.

@Roberto. Ah che meraviglia, anche tu l'hai visto al cinema! Un film che in DVD perde tantissimo. Mi fa piacere apprendere che questo post ti invoglia a riverlo. ;)

Vale ha detto...

philippewinter. Ciao, anche se in ritardo mi sento di suggerirti "I misteri del giardino di Compton House" e
"lo zoo di Venere", per iniziare e poi magnifico anche uno dei suoi cortometraggi "M is for Man, Music, Mozart"...A presto

http://www.vivelamour.splinder.com/ ha detto...

ho comprato il dvd a parigi sei mesi fa, è solo in francese... devo riuscure a vederlo...

Luciano ha detto...

@Vive l'amour. In francfese deve essere uno spettacolo. Grazie per la visita. Appena possibile ricambio. Ciao.

micaela ha detto...

è il mio film preferito, lo conosco da tempo, e lo riguado spesso, è un film stupendo, girato benissimo, con attori eccellenti e conuna fotografia fantastica, per non parlare poi della colonna sonora, mika

Luciano ha detto...

@Micaela. Senz'altro un ottimo film, da vedere e rivedere. Grazie per la visita.

S.LUIGI ha detto...

esiste il libro di questo film?
dove trovarlo?

S.LUIGI ha detto...

a.mi.ci.associazione@gmail.com
cerco il libro, se esiste di questo film.
potete aiutarmi