29 ottobre 2007

Giorni e nuvole (Silvio Soldini, 2007)

Il film è la storia di una coppia in crisi a causa della perdita del lavoro di Michele, agiato impresario genovese, e delle conseguenti ristrettezze economiche alle quali i due non sono abituati. Ma a parte la storia, ciò che mi ha gradevolmente sorpreso del film è un’analisi (efficace e depurata da ogni preziosismo formale) dell’aumento costante ed irreversibile dell’entropia. L’approdo ad un mondo ordinato, che offriva certezze, mostrava i confini, accarezzava i sogni di chi ambiva a programmarsi un’immagine classica e sicura dell’universo, adesso non è più possibile. L’incipit in medias res può essere interessato da una dinamica in atto (sociale, psicologica) con rottura di un equilibrio costituito (come ad esempio un matrimonio e conseguente separazione) per arrivare al raggiungimento di un altro equilibrio (ad esempio la ricomposizione del matrimonio o la formazione di un'altra coppia); ma ciò non accade in Giorni e nuvole, perché l’entropia è irreversibile: troppa energia esterna per formare un nuovo equilibrio. La tendenza della materia al disordine segue il suo corso, lentamente, placidamente, senza finti patetismi, senza cliché irreversibili di situazioni usurate. Le immagini scorrono lentamente addosso agli interpreti, la macchina-a-mano si avvicina ai volti, scansando campi medi e lunghi, campi e controcampi, allo scopo di sottolineare l’avvento terrorizzante e spaventoso dell’entropia. La consapevolezza della perdita dell’indivisibilità del nostro mondo, la perdita delle certezze e dell’ordine mentale che ognuno tende a costruirsi inconsciamente, viene addirittura sottolineata da Elsa (una Margherita Buy in forma) nell’epilogo del film (“Credevo che noi due fossimo indivisibili. Ma non è così”). La capacità del film di portare questo tema dentro lo sguardo è tutta compresa nella capacità di stare vicino ai personaggi, restandosene adeguatamente lontani. Quando scrivo “vicino” intendo nel senso di sguardo “attaccato” soprattutto a Michele e alla sua perdita di ogni certezza, fino alla lenta e irreversibile disgregazione. Infatti il mondo si sfalda lentamente intorno a lui riducendosi in pezzi non più rimontabili. Come un profumo, prima al sicuro nella sua boccetta, poi, una volta aperto il tappo, evaporato nell’aria per perdersi nel caos. Il film è la storia di questo profumo, che una volta uscito s’impregna della puzza densa e impavida di ciò che sta fuori. La distanza dai personaggi si delinea nel momento in cui lo sguardo si posa sulla vista di una Genova quasi metafisica: un guardare lontano; un campo che abbraccia quasi l’intera città e il suo traffico e il suo porto. La città distante, prima emblema del mondo da prendere con una sola mano, adesso è un oggetto, bellissimo e depurato, che mostra la sua estraneità classica. La città vera è quella che scorre ai lati del motorino guidato da Michele, del manager trasformatosi in fattorino, una città irrazionale e antinaturalistica, colta attraverso lo stato d’animo del protagonista. Lo sguardo ravvicinato (che rende bene un’estetica dell’angoscia e della sofferenza) si contrappone allo sguardo distante (come una pausa che mostra una città lontana e allo tesso tempo “irreale”) fino all’epilogo, quando l’immagine rimane sospesa nel mostrarci Michele ed Elsa inquadrati dall’alto, sdraiati e quasi confusi sul pavimento, colti nell’atto di contemplare l’affresco ritrovato del Boniforti. L’universo si sta disgregando (almeno così dicono la maggioranza dei fisici) e non era certo lo sguardo di Soldini a poterlo ricomporre solo per ammiccare al pubblico. La tragedia incompiuta è tutta nell’immagine sospesa, fuori dal tempo, di una coppia divisa e non più ricomposta, una coppia che non è più una coppia, ma due distinte molecole. Il caos è il loro futuro.

27 commenti:

Neville ha detto...

Spero di riuscire a vederlo il nuovo film di Soldini. Un film sul caos che non ammicca al pubblico è da ammirare. Poi sono un ammiratore della Buy (che mi è piaciuta tantissimo in tempi abbastanza recenti in Caterina va in città) e del bravissimo Antonio Albanese.
Per quanto riguarda il film della Delpy l'ho visto a Roma una decina di giorni fa. Non saprei
dirti se è ancora in giro.
Un saluto. E grazie per i complimenti.

Luciano ha detto...

Sì, il film mi ha piacevolmente sorpreso. Di solito (ammetto una mia debolezza) sono un po' prevenuto verso il cinema italiano. Meglio così. Mi sono ricreduto. Per quanto riguarda Due giorni a Parigi, allora mi sa che al cinema non lo potrò vedere. Peccato. Grazie Neville. A presto.

Anonimo ha detto...

Questo mi lasciava un pò perplessa e non so dire nemmeno il perchè. Dici che devo andarlo a vedere?
Ale55andra

Luciano ha detto...

@Ale55andra. Non saprei. Io sono quasi stato trascinato. Sono andato solo perché non c'era niente di meglio. Coppola non è ancora arrivato dalle mie parti e le 2 sale dove proiettavano Ratatouille erano strapiene e caotiche fino all'inverosimile. Magari làsciatelo come "riserva", nel caso non ti fosse possibile vedere altri film. Insomma dipende da quante occasioni avrai di andare al cinema. Comunque non sono rimasto deluso. Grazie per la visita. A presto.

filippo ha detto...

non ho visto niente di soldini, ma ne ho sempre sentito parlare moto bene...cmq quello che è successo a te (rimanere soddisfatto da un film che non avevi intenzione di vedere) è una delle cose che adoro di più...^^
Ciao

Luciano ha detto...

Sui registi italiani contemporanei sono purtroppo poco preparato (è una mia carenza). Questo mi sembra comunque il suo miglior film. Sì, il cinema è magico anche per questo: può sempre farti cambiare idea. Grazie Filippo. Ciao.

iggy ha detto...

Davvero molto interessante, è raro trovare nel cinema italiano un lavoro sul contesto (Genova in questo caso)in cui i personaggi sono immersi ! Volevo già vederlo, ma ora non ho più dubbi. Grazie Luciano

Luciano ha detto...

Grazie a te Iggy per la visita. Pensa che non volevo vederlo. Questo dimostra che ogni volta bisognerebbe battere la testa, anche per farsi male, ma mai rinunciare a vedere film. Però non è possibile con solo due occhi e un cervello. Ciao.

iggy ha detto...

Sono daccordo con quanto scrivi e, nel caso del cinema italiano, io cerco spesso di non farlo diventare una seconda scelta. Grazie a questo negli ultimi anni (in mezzo alle brutture) ho visto film molto validi!

Luciano ha detto...

E hai fatto bene. Sicuramente hai fatto molto meglio di me. Mah! Non è mai troppo tardi. Cercherò di rimediare. Ciao Iggy.

Diego Altobelli ha detto...

Bel film. Soldini mi ha stupito in mezzo alle brutture del festival. Anche a me la scena finale mi ha colpito moltissimo. E comunque ha ricevuto anche una menzione d'onore al fianco del premiato, e bellissimo, Into the wild di Sean Penn. Ti abbraccio Luciano, grazie per avermi seguito anche al festival. Un altro anno devi esserci anche tu!

Luciano ha detto...

Eh, magari. Dipende tutto dal lavoro. Pensare che ad un certo punto dovevo essere a Roma proprio nel periodo della festa del cinema, poi tutto è sfumato. Grazie a te Diego. Comunque devo ancora leggere alcuni tuoi post, cosa che farò presto. Ciao.

simone ha detto...

cercherò di vederlo. pane e tulipani mi piacque molto

Luciano ha detto...

Allora questo dovrebbe piacerti senz'altro. Grazie per la visita. A presto.

honeyboy ha detto...

uh, io l'ho accantonato a cuor leggero, purtroppo
il tempo manca, e non credevo che ne valesse la pena!
attenderò il dvd, a questo punto (anche se io e il cinema italiano spesso litighiamo :-( )

Deneil ha detto...

Sono (come te da quanto ho capito) un po' allergico al cinema italiano di questo genere 8so che è un difetto! quindi o me lo consigli davvero o lascio stare..inoltre comincio a mal sopportare l'ennesimo ruolo della pazza isterica della buy che in ogni trailer ti deve assordare obbligatoriamente con un urlaccio isterico..e basta!datele una camomilla!

Luciano ha detto...

@Honeyboy. Anch'io spesso litigo col cinema italiano (però con quello degli ultimi quindici anni), ma ogni tanto bisognerebbe sforzarsi (e ti assicuro che ho litigato con me stesso per andare a vedere Giorni e nuvole), perché non si sa mai. Poi la curiosità è cinefila. Ciao.

@Deneil. Sì, un urlaccio della Buy c'è anche qui.Ma c'è anche un'altra Buy, molto accattivante (quasi sexi). Comunque in Giorni e nuvole qualcuno gliel'ha data la camomilla. Per il fatto di vederlo... fa' un po' te, non so che dirti. Io sono rimasto piacevolmente sorpreso, ma capisco la tua allergia che dev'essere simile alla mia. Come ho detto a Honeyboy ogni tanto comunque bisognerebbe rischiare. Ciao

Anonimo ha detto...

Già lo volevo vedere..ora ancor di più!Poi ho letto molte recensioni interessanti in giro...Se lo vedo, ripasso!Ciao!
MrDAVIS

Luciano ha detto...

Benissimo MrDAVIS. Così mi farai sapere la tua opinione che sono curioso di conoscere. Grazie per la visita. A presto.

Edo ha detto...

Io non sono riuscito a vederlo perchè ero via e ieri ho visto il film di Coppola. Spero che resti anche la settimana prossima altrimenti aspetto il dvd. Tra l'altro Genova è anche la mia città (a dire il vero io sono in provincia) quindi sono ancora più curioso!

Luciano ha detto...

@Edo. Abitando a Genova allora sei sicuramente più in grado di me di dare un giudizio riguardo alla presenza della città nel film. Comunque hai visto il film di Coppola che a me manca ancora. Grazie e a presto.

Trinity ha detto...

Wow mi hai convinto a vederlo!
spero di riuscirci!
ne ho tantissimi in sospeso!

Luciano ha detto...

@Trinity. Poi se non dovesse piacerti non prendertela con me! ;)
Naturalmente scherzo. Spero invece in una tua visione per conoscere il tuo parere. Grazie e a presto.

Neville ha detto...

Che gran casino la vita nel nostro Paese! Soldini riesce a spiegarlo senza troppe cerimonie. Un lavoro onesto.
Un saluto!
Neville

Luciano ha detto...

Vero. Con molta semplicità. E non è poco. Grazie Neville. A presto.

filippo ha detto...

Anch'io l'ho visto per puro caso venerdì e devo dirti che non mi è dispiaciuto...
Molto, molto angosciante.
un patito d'horror come me non poteva che apprezzarlo, oggigiorno questo è il vero orrore...
Ciao

Luciano ha detto...

In effetti il cinema italiano dovrebbe essere seguito un po' di più(e questa è una mia mancanza) nonostante la sua endemica crisi. Infatti bisognerebbe guardare un po' tutto senza pregiudizio alcuno e a volte, come in questo caso, potremmo trovarci davanti a delle sorprese. L'orrore è veramente nascosto nelle pieghe dei "piccoli" drammi della quotidianità. Ciao.